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Il mio è un cerchio che si chiude. Mio nonno paterno giunse negli Stati Uniti all'inizio del secolo dalla Sicilia con la grande emigrazione, passando anche lui da Ellis Island. Aprì una sua attività nel New England che poi dovette abbandonare perché al momento di portare con se la famiglia in America sorsero delle difficoltà a causa dell'introduzione delle leggi restrittive. Questa origine americana creò in me, sin dall'infanzia, grande curiosità e, nel dopoguerra, appresi l'inglese da autodidatta esercitandomi a trascrivere i testi di Elvis Presley. In seguito, dopo gli studi al classico, mi laureai in lingue e letterature straniere, scegliendo l'inglese come lingua di specializzazione. Quando dopo il conseguimento del diploma le mie tre figlie si trasferirono in Germania e diventarono le mogli di tre militari americani io e mia moglie decidemmo di ritirarci dalla scuola e di trasferirci a Houston dove, nel frattempo, era venuto a studiare anche mio figlio Walter Joe che ora è un funzionario del Dipartimento dei trasporti dello Stato del Texas. In America ho insegnato Italiano in due college diversi, ho lavorato come interprete all'aeroporto intercontinentale ed, ad un certo punto, mi sono messo a scrivere seguendo una mia vecchia passione che coltivavo da tempo senza mai decidermi ad utilizzarla. Il mio successo è stato immediato ed è stato favorito dal mio fotoreportage sull'uragano Rita che investì il Texas un paio d'anno addietro. Da allora non ho avuto problemi ad essere pubblicato con regolarità.
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