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HOUSTON, TEXAS – Che piaccia o no il razzismo in misura maggiore o minore e’ presente ovunque nel mondo ed anche in Europa. Questo grave problema, come sottolineavano gli studiosi dell’universita’ di Harvard, ha le sue radici piu’ profonde nel piu’ elementare e piu’ squallido conflitto d’interesse fra gli esseri umani. Fino a quando gli immigrati messicani, arabi o cinesi sono pochi e non costituiscono un concorrente ed un pericolo, la maggioranza trova addirittura interessanti ed esotici i pochi stranieri presenti nel proprio paese. Nel momento in cui, pero’, questi diventano prima centinaia, poi migliaia ed alla fine persino milioni e cominciano ad aspirare alla stessa sistemazione dei padroni di casa ecco sorgere allora il pregiudizio razziale che funge da sistema di autodifesa per chi non vuol vedersi danneggiato dalla concorrenza venuta dall’esterno. “Crash” e’ un film che e’ stato studiato e realizzato affinche’ il suo messaggio di tolleranza e di riconciliazione sia diretto a chiunque si trovi non solo nel “crogiolo” multietnico e multiculturale che e’ l’America ma anche fuori e lontano da esso e dovunque esista lo stesso problema di coesistenza difficile fra i cittadini diversi tanto per cultura che per razza.
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