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HOUSTON, TEXAS – C’e’ da chiedersi se in Italia ci si renda conto che forse quello che si sta tentando di fare con la finanziaria è già stato vanificato dalla latitanza del governo durante i recenti disordini. Un paese che vuole continuare a vendere i suoi prodotti all’estero, che ha nel turismo uno dei cespiti principali della sua economia, che si è sempre presentato al mondo come privo di razzismo e di violenza e come faro di cristianità e civiltà è ora visto nel mondo, tramite il piccolo schermo, con le sue scene d’ordinaria guerriglia e come in preda al caos più totale. Chi è preposto ad amministrarlo ed a difenderlo, ed è retribuito profumatamente per farlo, preferisce, infatti, come lo sceriffo del celebre romanzo “Trouble in July”, “Fermento in luglio” di Erskine Caldwell, prendere la canna ed andarsene fuori citta’ a pescare per non dover prendere decisioni pericolose per la propria carriera. Ma scorriamo la lista dei fatti esaminati, con ogni sorta di commenti, nel corso dell’ultima puntata di Ballaro’. Un agente di polizia spara oltre le corsie dell’autostrada ed uccide un giovane tifoso, a Roma per reazione all’incidente bande di tifosi mettono a fuoco la città e due caserme dei tutori dell’ordine sono prese d’assalto senza che nessuno reagisca, a Bergamo ancora disordini legati al mondo del calcio. A Bergamo, come a Roma , come a Catania, dunque, tutto sempre come prima, con altre vittime tra le tifoserie e tra le forze dell’ordine e mentre nessuno, nonostante le minacce di durissimi provvedimenti, faccia qualcosa di concreto a tutela dell’ordine pubblico, dell’incolumita’ e della quiete degli Italiani. Sembrerebbe proprio di dover constatare che il “pacchetto” della sicurezza di Prodi debba essere veramente molto leggero o che si tratti piuttosto di un “pacco”, col significato d’imbroglio, se ora la gente e’ costretta a doversi barricare in casa con la regolarità scandita dai nuovi incidenti della domenica sportiva. Forse lo spettacolo più incredibile, pero’, è stato quello di vedere agenti di polizia e carabinieri con le mani legate e nell’impossibilità di fare il proprio mestiere o almeno di difendersi. Sansonetti, il direttore di Liberazione che davanti alle telecamere non perde mai l’occasione per fregiarsi con orgoglio del titolo di comunista, ha naturalmente plaudito tale decisione mentre Enrico Letta, che nella trasmissione di Floris difendeva l’opera del centrosinistra, ha comunicato ancora una volta, e con scarsa credibilità, l’intenzione del governo d’essere rigorosi con i “terroristi” non meno di quanto si dovrà essere con l’agente di polizia che ha sparato uccidendo il giovane tifoso. Intanto oggi, la dichiarazione di Amato che si reagirà “la prossima volta” e che giunge ancora in ritardo assume il valore di una confessione e di una plateale ammissione di colpa per il mancato intervento del governo durante la sommossa. S’aggiunga pure il fatto, non meno sconcertante, che al parlamento i politici, ai quali dovrebbe stare molto a cuore il benessere e la sicurezza degli Italiani che li hanno eletti e che essi rappresentano, si sono tenuti alla larga dall’aula, con la stessa prudenza dello sceriffo di Caldwell citato prima, dimostrando ancora una volta che Grillo aveva visto giusto e che, a questo punto, farebbero forse bene a restare a casa. Una cosa, in ogni modo, è stata certamente ottenuta come conseguenza di questa colossale irresponsabilità e di questo non meno grave e colpevole assenteismo: la demolizione totale all’estero della credibilità italiana. Come sarà più possibile, infatti, da ora in poi invitare stranieri a visitare il Belpaese, offrire loro prodotti di una nazione sconvolta dal caos e nella quale la gente afflitta, ogni giorno di più, dai rincari dei generi di prima necessita’ come il pane e la pasta, lavora nelle angustie, con pessimismo e quasi certamente di malavoglia? Nella più importante sede della cristianità e nel paese che con orgoglio la ospita, dopo le ripetute lezioni di Catania, di Roma e di Bergamo, dopo l’ennesimo autogoal che avvilisce tutta una nazione, la prima dimostrazione da dare al mondo dovrebbe essere proprio quella di dimostrare che e’ arrivato il momento di chiudere gli stadi al pubblico. Visto che i disordini e le morti si ripetono sara’ forse meglio seguire le partite in radio come una volta, vederle giocare in televisione o su internet, a patto che il valore di una vita umana non sia meno importante dei grandi interessi e dei proventi da nababbi legati al mondo del calcio dal quale ora e’ sparito del tutto lo spirito genuinamente sportivo con la sua lealtà, il suo buon gioco ed il suo rispetto per l’avversario.
RO PUCCI
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